A che punto è Sinner, un anno dopo

A che punto è Sinner, un anno dopo - BGame News

Da Tsitsipas a Tsitsipas: quali sono i progressi di Jannik Sinner dopo il cambio di coach avvenuto allo scorso Australian Open

Dodici mesi fa, agli Australian Open, Jannik Sinner fu praticamente sgretolato da Stefanos Tsitsipas ai quarti di finale, in un match che segnò uno spartiacque nella sua carriera, portandolo a dividere il proprio destino da quello del suo storico coach, Riccardo Piatti.

Un anno dopo, il tabellone degli Australian Open ha messo sulla sua strada di nuovo il campione greco, n. 4 del mondo, stavolta agli ottavi di finale. È finita di nuovo con l’eliminazione dell’azzurro, ma lo spartito dell’incontro è stato completamente diverso, a conferma che i progressi ci sono.

Australian Open, Sinner di nuovo eliminato da Tsitsipas

Nella scorsa edizione dell’Australian Open, la partita tra i due fu senza storia: tre rapidi set, con l’azzurro spostato impietosamente da una parte all’altra del campo e incapace di conquistarsi anche una sola palla break nell’intero match.

Quest’anno, di palle break ne ha avute addirittura 26, una sbornia, anche se ne ha convertite meno di quante avrebbe dovuto. Il che, a conti fatti, ha fatto la differenza, impedendo a Sinner di concretizzare in una vittoria quanto di buono fatto vedere sul campo.

L’ingaggio di Simone Vagnozzi come coach (poi affiancato dall’australiano Darren Cahill) all’indomani della separazione da Piatti, avrebbe dovuto portare alcuni cambiamenti nel suo modo di stare in campo: migliorare il gioco sotto rete, e quindi provarlo più spesso; rendere più efficace il servizio e più vario il gioco. Ma soprattutto, crediamo, divertirsi un po’ di più mentre gioca, cosa che era venuta completamente meno con il suo esigente ex-coach.

Il match di ieri contro Tsitsipas ha detto che siamo sulla strada giusta. Alla solita lucidità mentale e alla capacità di saper gestire gli alti e bassi di una partita sui cinque set, si è aggiunto un livello di gioco ben superiore a quello mostrato lo scorso anno, che lo pone praticamente sullo stesso livello dei più grandi del mondo.

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I progressi con coach Vagnozzi e il sogno Slam

Certo, le belle sconfitte sono pur sempre sconfitte, e a noi affamatissimi tifosi italiani – una vittoria in uno Slam ci manca da quarantasette anni – cominciano a star strette. Ma questo non significa che bisogna aver fretta, né che si debba considerare Sinner – che ha solo ventun anni e mezzo – in ritardo su un’ipotetica tabella di marcia.

Ok, vedere lo spagnolo Alcaraz, più giovane di lui, al numero 1 del ranking e con già uno US Open in saccoccia, può dar fastidio. E anche tanti dei nomi che, a differenza di Sinner, sono approdati ai quarti di finale di questo Australian Open 2023, sono giovani, sconosciuti e in valore assoluto non superiori al suo talento.

Ma il bicchiere mezzo pieno c’è, e va guardato. Jannik è stato ad un passo dall’eliminare Djokovic a Wimbledon, Alcaraz a New York, Tsitsipas a Melbourne. Il suo momento arriverà: di sicuro, in lui l’Italia ha trovato un tennista che, all’inizio di ogni singolo Slam, autorizza a sognare in grande. Ed è già qualcosa.

Marco Sicolo – Bgame News