Addio Andy Brehme: fatale un attacco cardiaco. Il modo del calcio in lutto

L’ex terzino ha giocato nell’Inter dal 1988 al 1992 e ha vinto uno scudetto. È stato campione del mondo con la Germania a Italia 90.

Il mondo del calcio è in lutto. Andy Brehme, campione del mondo con la Germania a Italia 90 e icona dell’Inter dei record di Trapattoni, è morto stamattina per un arresto cardiaco. Era stato ricoverato al pronto soccorso della clinica in Ziemssenstrasse, ma ormai era troppo tardi. Aveva 63 anni. Lascia la compagna Susanne Schaefer e due figli avuti dal precedente matrimonio con Pilar Martinez. Solo poche ore fa, in vista della partita dell’Inter in Champions contro l’Atletico Madrid, l’ex terzino aveva postato su Instagram alcune stories a tinte nerazzurre. “È con profonda tristezza che annuncio, a nome della famiglia, che il mio Andreas Brehme è deceduto improvvisamente e inaspettatamente in seguito a un arresto cardiaco. Chiediamo di rispettare la nostra privacy in questo momento difficile e di astenersi dal fare domande”. Queste la nota della compagna di Andreas Brehme, Susanne Schaefer, sulla morte dell’ex campione tedesco. Il club nerazzurro sul proprio sito ufficiale scrive: “FC Internazionale Milano e tutto il mondo Inter si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Andreas Brehme e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari”. “In ricordo del grande campione tedesco, che ha vestito i colori nerazzurri dal 1988 al 1992, l’Inter scenderà in campo questa sera con l’Atletico Madrid indossando il lutto al braccio”, aggiunge l’Inter. Terzino sinistro, uno dei più forti al mondo della sua generazione, fa il suo esordio da professionista nel Barmbek-Uhlenhorst e nel Saarbrückenper per poi giocare cinque stagioni nel Kaiserslautern e due nel Bayern Monaco. Qui vince il titolo (1986-1987) e una Supercoppa di Germania (1987). Andy in seguito arriva a Milano, nell’Inter. Inizialmente, Trapattoni lo utilizza in mediana, ma poi ecco l’intuizione: spostarlo in difesa, sulla fascia sinistra. E in poco tempo il tedesco diventa un punto fermo della squadra. In quattro anni, fino al 1992, quell’Inter conquista una Supercoppa Italiana (1989) e una Coppa Uefa (1990-1991). Lascia l’Inter dopo 154 presenze e 12 gol. Dopo una parentesi spagnola al Real Saragozza, Brehme torna al Kaiserslautern per altre cinque stagioni e qui conquista Coppa di Germania (1995-1996), un campionato di seconda divisione (1996-1997) e la Bundesliga (1997-1998). Con la maglia della nazionale tedesca gioca tre Europei (Francia 1984, Germania Ovest 1988 e Svezia 1992), venendo inserito nella formazione ideale delle edizioni 1984 e 1992, e altrettanti campionati del mondo (Messico 1986, Italia 1990 e Stati Uniti 1994), entrando nell’All-Star Team della vittoriosa edizione 1990, in cui realizza su calcio di rigore il gol che decide la finale contro l’Argentina. Nello stesso anno si piazza terzo nella corsa al Pallone d’oro. Ha partecipato ai Giochi di Los Angeles 1984 con la nazionale olimpica. Dopo il ritiro intraprende la carriera da allenatore, guidando il Kaiserslautern, l’Unterhaching e, come vice di Giovanni Trapattoni, lo Stoccarda. Negli ultimi anni, Brehme vive un periodo difficile, ma non dimentica l’Italia e nel periodo del Covid allestisce un’asta per raccogliere fondi per il nostro Paese. Sui social ecco tutti i ricordi dei suoi compagni di squadra di una vita, da Bergomi a Zenga, passando per Serena, Berti e Mandorlini. Andy era un ragazzo semplice, che si era fatto voler bene da tutti.

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