Bbrevi #17 – Give peace a chance

Kalinina

La tennista russa Kasatkina aiuta l’avversaria ucraina Kalinina mentre è a terra infortunata, in un’immagine simbolo dello sport di quest’anno. In più: Valieva, Mickelson e il finto Klay Thompson. Bbrevi, una settimana di sport con Bgame News

Hanno fatto il giro del mondo le immagini del bellissimo episodio andato in scena sui campi in erba del torneo di Berlino di tennis femminile.

Il sorteggio degli incontri di primo turno ha voluto che si ritrovassero l’una contro l’altra una tennista ucraina, Anhelina Kalinina, n. 37 del mondo, ed una russa, la n. 12 del ranking Daria Kasatkina.

Si tratta solo di un incontro di tennis, per carità, ma è facilmente immaginabile che le due non siano scese in campo con il solito stato d’animo, bensì con qualche pensiero in più del solito. Basti pensare, ad esempio, che in questo momento, ai tennisti e alle tenniste russe non è consentito giocare sotto la propria bandiera, nel senso che in nessuna comunicazione ufficiale ne viene indicata la nazionalità.

E proprio la tensione, insieme alla stanchezza dovuta a un primo set tiratissimo, ha giocato un brutto scherzo alla Kalinina, che è stata improvvisamente colta da crampi ed è crollata dolorante a terra.

Dopo un attimo di incertezza, la tennista russa è prontamente accorsa in aiuto della sua avversaria ucraina, attraversando il campo e portandole del ghiaccio per lenire il dolore. Un gesto semplice, anche normale nell’ambito della sportività tra atleti, ma che assume inevitabilmente un valore simbolico molto più alto, che trascende l’aspetto sportivo e che ci regala una delle immagini più belle di questa stagione sportiva giocata all’ombra della guerra.

Caso Valieva, cambiano le regole nel pattinaggio su ghiaccio

E intanto arriva una notizia importante su un altro caso controverso che aveva interessato lo sport russo, ad inizio stagione.

Ricordate Kamila Valieva, la povera pattinatrice quindicenne finita in lacrime e duramente rimproverata dalla sua allenatrice per essere cascata sul ghiaccio durante la sua esibizione alle recenti Olimpiadi di Pechino? Fu una scena che lasciò interdetti pubblico e addetti ai lavori, anche perché la giovane atleta aveva dovuto subire anche le pressioni conseguenti a un sospetto controllo antidoping.

Ebbene, adesso arriva, finalmente, l’auspicata decisione da parte della Federazione internazionale di pattinaggio, che innalza a 17 anni l’età minima per partecipare ad una competizione ufficiale di categoria senior.

Golf, americani separati in casa

Parlando di pressione, è tanta anche quella che sta sentendo un veterano come Phil Mickelson, che sui campi da golf dello US Open è stato bersaglio di critiche per aver scelto di abbandonare il campionato statunitense per accettare i soldi della nuova lega araba.

Ecco come ha pasticciato ben quattro colpi su un facile green, che dimostrano come, negli USA, l’ambiente di casa sia improvvisamente diventato ostile per chi è passato “al nemico”.

NBA, l’impresa del finto Klay Thompson

Chi invece se l’è spassata è uno youtuber americano che, approfittando della sua incredibile somiglianza con il campione di basket NBA Klay Thompson, ha oltrepassato senza problemi i controlli di sicurezza all’interno del palazzetto dove stava per disputarsi l’incontro di finale del campionato, riuscendo persino a effettuare qualche tiro “di riscaldamento” sul parquet di gioco.

Quando è stato scoperto, il ragazzo è stato gentilmente accompagnato all’uscita e poi non gli è stato nemmeno permesso di rientrare con il suo regolare biglietto da spettatore (costato ben 10.000 euro!), perché la società gli ha vietato a vita l’accesso all’impianto di gioco. Ma ne è valsa la pena, dice lui: “per dieci minuti, sono stato un giocatore della NBA!”

Marco Sicolo – Bgame News