Berrettini, il Covid e il tacito accordo

Berrettini Covid

Secondo la tennista francese Alizé Cornet, al Roland Garros c’era un’epidemia di Covid, ma nessuno ha detto niente. Il ritiro di Berrettini da Wimbledon per il Covid

Il ritiro dal torneo di Wimbledon di Matteo Berrettini, uno dei favoriti della vigilia, dovuto alla positività al Covid, ha lasciato con l’amaro in bocca tutti i tifosi italiani.

Siamo rimasti amareggiati, sì, ma anche un po’ sconcertati: in un periodo in cui, nella quotidianità di ognuno di noi, la minaccia del Covid sembra essersi fatta un po’ più sfumata, la rinuncia improvvisa e drastica del tennista italiano ci ha colti davvero in contropiede.

Ci vuole rispetto per una scelta sofferta e ammirevole, ci mancherebbe. Ma rimane anche una vaga sensazione che, per qualche motivo, le cose sarebbero potute andare diversamente.

Il ritiro di Berrettini a Wimbledon per il Covid

Chiariamo una cosa: la positività al Covid non è solo una lineetta sul tampone, ma è la certificazione di una malattia. Quindi, prima di pensare al tampone come a un semplice divieto di giocare, va supposto che Berrettini non fosse neanche al top fisicamente. Insomma, magari Matteo, anche senza venire a conoscenza della sua positività, avrebbe potuto perdere alla prima partita, perché non al meglio.
Detto questo, il pensiero di un Berrettini in forma come lo abbiamo appena visto a Stoccarda e al Queen’s, costretto a ritirarsi dal torneo della vita, con tutti i pianeti che andavano allineandosi, “solo” per colpa di un tampone positivo (un test che non è neanche previsto come obbligatorio dagli organizzatori di Wimbledon), beh… dispiace.

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Caso Berrettini, Cornet: “Al Roland Garros un’epidemia, nessuno ha detto niente”

La salute prima di tutto, e la salute pubblica altrettanto. Ma le parole della tennista francese Alizé Cornet, intervistata dopo la sua partita di primo turno del torneo, alimentano i dubbi riguardo alla bontà della scelta compiuta dall’intransigente coscienza di Berrettini.

“Il Covid?  Secondo me, al Roland Garros c’è stata un’epidemia, e nessun atleta ha detto niente”, ha detto la Cornet. “Dobbiamo considerare che il Covid, ormai, è entrato nella nostra quotidianità, ci sono i vaccini… se tornassimo alle vecchie restrizioni, sarebbe quasi una psicosi”.

La francese entra, poi, nel dettaglio: “A Parigi c’è stata una tennista che si è ritirata. A quel punto, tutto lo spogliatoio potrebbe essere stato contagiato. Alcune di noi avevano i sintomi, ma poi si giocava ed è andato tutto bene. Credo davvero che al Roland Garros ci sia stato un tacito accordo tra di noi: nessuno si farà un tampone, per non finire tutti nei guai! E infatti, poi ho visto alcune tenniste con la mascherina, che magari sapevano di essere positive e non volevano essere causa di contagio. Anche quello è spirito civico”.

Che dire: Berrettini non è sceso a compromessi, onore a lui. Speriamo che la sua scelta sia stata così convinta da non lasciare spazio a futuri rimpianti. Testa al futuro, adesso: a settembre c’è uno US Open che lo aspetta.

Marco Sicolo – Bgame News