Christian Eriksen, quello bravo della Danimarca

Christian Eriksen Danimarca - Bgame News

Dopo il ritorno al gol in nazionale, il danese si è augurato che si ricominci a parlare di lui solo come calciatore. E noi lo facciamo volentieri: Christian Eriksen is back

C’è un giocatore particolarmente in forma in questo periodo, e si chiama Christian Eriksen. È danese e gioca nel Brentford, in Inghilterra.

Sì, ok, lo sappiamo tutti chi è e che cosa gli è successo un anno fa. Ma le sue ultime esibizioni sul terreno di gioco e quei piccoli particolari da favola – il ritorno in campo, il primo assist, la convocazione in nazionale, il gol nello stadio in cui era drammaticamente collassato neanche un anno fa – sembrano davvero chiudere un cerchio, invitando tutti a guardare avanti, a non pensarci più.

È lui stesso a chiederlo: “Spero che d’ora in poi si parli di me solo come calciatore, e non per quello che è accaduto l’estate scorsa” – ha detto dopo il suo ritorno al gol in nazionale – “Mi piacerebbe sentire la gente che dice: è bravo, sa passare bene la palla. Oppure no, non la sa passare. Che si parli solo di questo”.

E chi siamo noi per dirgli di no? E allora scopriamo qualcosa in più su questo Christian Eriksen, duttile centrocampista del Brentford e della Danimarca.

Christian Eriksen e gli anni all’Ajax

Prelevato in patria sin da giovanissimo, Eriksen entra nelle giovanili dell’Ajax nel 2008 a soli 15 anni, distinguendosi subito per la sua classe purissima, che ne fa un centrocampista versatile con un evidente senso del gol.

Ad Amsterdam sanno bene come individuare i giovani talenti e valorizzarli, e lui diventa ben presto uno dei pilastri della squadra, con cui conquista tre campionati olandesi consecutivi, facendo il suo esordio in Champions League e segnalandosi per la spiccata attitudine a regalare assist ai compagni d’attacco.

Nel frattempo, conquista anche la nazionale, disputando i Mondiali del 2010 e gli Europei del 2012, prima di essere ceduto al Tottenham, in Premier League.

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Christian Eriksen e la consacrazione nel Tottenham

A Londra si afferma come grande profilo internazionale, consacrandosi come uno dei migliori centrocampisti offensivi d’Europa.

Insieme a Harry Kane forma una linea d’attacco devastante e perfetta, dando vita alle classiche combinazioni tra un assist-man rapido e fantasioso e un centravanti possente e abile nel gioco aereo come l’inglese.

Eriksen diventa un idolo dei tifosi e contribuisce in maniera decisiva a rendere gli Spurs frequentatori assidui dei piani alti della classifica, fino all’apice della finale di Champions League del 2019, dove i bianchi di Pochettino vengono battuti dal Liverpool di Klopp, dopo aver eliminato il Manchester City di Guardiola in una memorabile semifinale.

In mezzo a queste esperienze, per lui, anche i Mondiali in Russia nel 2018 con la nazionale, della quale è ovviamente un punto fermo.

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Lo scudetto con l’Inter di Conte

Nel gennaio del 2020 si trasferisce in Italia, nell’ambiziosa Inter di Antonio Conte. Il rapporto con il tecnico fatica a decollare, e il talento danese, arrivato con grandi aspettative, viene spesso relegato in panchina.

Una delle doti migliori di Eriksen si rivela la pazienza, unita ad un’innata fiducia nei propri mezzi. Conte sembra apprezzare il contegno con cui il danese digerisce ogni panchina, ogni sostituzione e ogni istruzione. Piano piano, il rapporto tra i due si fa più disteso e la scintilla scocca quando Christian piazza – finalmente – una punizione delle sue alle spalle di Tatarusanu nei minuti di recupero del derby di Coppa Italia contro il Milan.

Siamo alla svolta: il danese comincia a collezionare più presenze da titolare, fino a diventare un punto fermo della squadra che riporta il tricolore nella Milano nerazzurra, dopo undici anni di digiuno.

Il Brentford e il ritorno nella nazionale della Danimarca

Il resto è storia dei giorni nostri, con l’angoscioso episodio dell’Europeo e il ritorno in campo nel Brentford e in Nazionale.

L’augurio è che il meglio debba ancora arrivare, ed è lui stesso a fissare l’obiettivo: “Voglio giocare il Mondiale in Qatar. Questo è il mio obiettivo, il mio sogno. Poi, la domanda se verrò selezionato o meno, è un’altra questione. Ma il mio sogno è esserci. Sono sicuro di potercela fare”.

Ed è quello che gli auguriamo tutti noi.

Marco Sicolo – Bgame News