Cremonese in serie A: tra passato, presente e futuro

Cremonese

I grigiorossi ritornano in serie A dopo più di un quarto di secolo. Da Mondonico a Simoni, da Vialli a Enrico Chiesa: una tradizione che continuerà con il nuovo allenatore Alvini. Il ritorno della Cremonese

È inutile negarlo. Alla notizia del ritorno in Serie A della Cremonese, tanti appassionati di calcio hanno avuto un tuffo al cuore, ricordando le figurine dei grigiorossi degli anni ‘80 e ‘90, giocatori mitici che hanno accompagnato le fugaci, ma frequenti esperienze dei lombardi nella massima serie di quegli anni.

L’argentino Dezotti o lo sloveno Florijancic, il primo Vialli e il talentuoso Chiorri, fino al portiere Rampulla, allo scattante Lombardo e al fantasista Maspero: tutti volti che hanno caratterizzato le imprese della squadra in quel periodo.

La squadra lombarda mancava da ben 26 anni dal campionato più prestigioso, in cui aveva saputo ritagliarsi l’immagine di provinciale di tutto rispetto.

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Cremonese, le esperienze in serie A negli anni ‘80

Tanto tempo fa, la Cremonese fu una delle diciotto squadre che disputarono il primo campionato di Serie A a girone unico (cioè non diviso nei gironi Nord e Sud), nel lontano 1929-30. Sfortunatamente, i lombardi chiusero all’ultimo posto della classifica e dopo di allora dovettero attendere la bellezza di 54 anni, prima di rivedere i palcoscenici della massima serie.

Allenati da Emiliano Mondonico, storico bomber della squadra negli anni ’70, i grigiorossi sfiorano la promozione in Serie A già nel 1983, sconfitti soltanto agli spareggi, e raggiungono l’agognato traguardo l’anno successivo, trascinati dai gol del giovane bomber Gianluca Vialli.

L’esperienza nel massimo campionato 1984-85 è fugace e si conclude con un altro ultimo posto. Mancano i gol di Vialli, nel frattempo passato alla Sampdoria, in un affare che regala a Cremona il talento di Alviero Chiorri, autentica bandiera della squadra, che militerà in maglia grigiorossa fino al 1992.

Tornata in B, sotto la gestione di Bruno Mazzia, la Cremonese sfiorò nuovamente una promozione agli spareggi, per poi riconquistare la Serie A nell’89, in uno spareggio per una volta fortunato, ai rigori contro la Reggina. Il penalty decisivo lo realizza la talentuosa ala destra Attilio Lombardo, anche lui destinato l’anno dopo a vestire la maglia della Samp, in una squadra che scrisse pagine memorabili del nostro calcio.

Il ritorno in A e il gol di Rampulla

Nella nuova avventura in A l’allenatore è Tarcisio Burgnich, ma i risultati della stagione 1989-90 sono in linea con le esperienze precedenti: penultimo posto e immediato ritorno tra i cadetti. In quel campionato, comunque, si mettono in luce alcuni giocatori di buon livello, come il terzino Favalli, poi bandiera della Lazio, e l’attaccante argentino Gustavo Abel Dezotti, autore di 13 gol e poi convocato nella sua nazionale per i Mondiali di Italia ’90.

Ormai è un continuo saliscendi tra A e B. I gol di Dezotti riportano subito la squadra in Serie A, per la solita toccata e fuga. Anche la stagione 1991-92, infatti, si chiude con il penultimo posto e la retrocessione, ma i grigiorossi non mancano l’occasione per lasciare un segno nella storia. A Bergamo, sull’orlo dell’ennesima sconfitta, il portiere Michelangelo Rampulla si avventura nell’area avversaria all’ultimo minuto, alla disperata ricerca del pareggio: sarà il primo portiere a realizzare un gol in tutta la storia della Serie A.

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Da Mondonico a Simoni, grandi tradizioni sulla panchina grigiorossa

Sulla panchina grigiorossa arriva Gigi Simoni, e inizia il ciclo più glorioso della storia del club. La nuova stagione di Serie B è travolgente: miglior attacco, tre attaccanti in doppia cifra (l’attaccante Andrea Tentoni, il solito Dezotti e lo sloveno Matjaz Florijancic), la maturità del regista Riccardo Maspero e il secondo posto in campionato. In più, l’orgoglio di conquistare nel tempio di Wembley il romantico Torneo Anglo-Italiano, un trofeo europeo destinato a squadre di secondo piano, per certi versi analogo alla Mitropa Cup.

La squadra è finalmente pronta per sostenere l’urto con la Serie A: decimo posto nel ’94 e tredicesimo l’anno successivo, due salvezze che rendono merito alla costanza di questa società, per oltre un decennio sempre tra le migliori provinciali del nostro calcio. La stagione ’94-95 è anche quella in cui si mette in luce Enrico Chiesa, attaccante rapido dal tiro secco e potente, autore di 14 gol in campionato e poi grande protagonista della nostra Serie A anche nelle stagioni successive, con le maglie di Sampdoria, Parma e Fiorentina, nonché in Nazionale (oltre ad essere il padre di Federico, campione d’Europa con gli azzurri nel 2021).

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La Cremonese oggi: il ritorno in A, i giovani e il nuovo mister

La Cremonese tornò poi in Serie B nel ’96 e precipitò in C l’anno dopo, per affrontare un lungo periodo buio e avaro di risultati.

Nel 2007, l’attuale patron, il cavalier Arvedi, ne rilevò la proprietà, salvando la società da problemi finanziari e propiziando una lenta scalata, culminata con la fantastica promozione in Serie A di quest’anno, dopo una rincorsa lunga ben 26 anni.

La Cremonese è attesa oggi da nuove sfide: non si sa ancora quanti dei giovani protagonisti della splendida cavalcata in B rimarranno a Cremona. Tra i vari Carnesecchi, Zanimacchia, Fagioli, Okoli, Gaetano, tutta gente in orbita delle nazionali maggiore e giovanili, qualcuno farà ritorno alla casa madre oppure si accorderà con una delle tante squadre pretendenti, altri resteranno in grigiorosso.

Ma il rinnovamento riguarderà anche la panchina. All’indomani della promozione, ha salutato a sorpresa mister Fabio Pecchia, accasatosi al Parma. A raccoglierne l’eredità, con tutta probabilità, Massimiliano Alvini, uno che ha conosciuto tutte le categorie del nostro calcio, dalla promozione alla Serie B, e che, come la Cremonese, non vede l’ora di dimostrare di meritare questa grande occasione in Serie A.

Marco Sicolo – Bgame News