Dybala alla Roma: la Joya e la rabbia

Dybala Roma

La presentazione-kolossal davanti ai suoi nuovi tifosi ha restituito il sorriso al talento argentino. Un sorriso che nasconde un’immensa voglia di riscatto. Dybala riparte da Roma

Quanta soddisfazione in un solo selfie. C’è di tutto in quello sguardo. Gioia. Riscatto. Appagamento. E pure un velo di rabbia, forse anche di risentimento, perché non voleva passarci, attraverso tutto quello che gli è successo quest’anno.

Ma c’è anche il senso di sentirsi di nuovo a casa, anche se in una casa diversa. La felicità di sentire un senso di protezione, prima ancora che di ammirazione, o di adorazione, da parte dei suoi nuovi tifosi.

Paulo Dybala a Roma è il lieto fine di un racconto spinoso, che pareva una favola ed è diventato un romanzo di crescita, concentrata in pochi mesi che gli avranno fatto capire cose nuove della vita e prendere una migliore consapevolezza di sé e del mondo che gli sta attorno.

Il sofferto addio alla Juventus e l’approdo alla Roma

Lo avevamo lasciato in lacrime, a piedi nudi, sull’erba di uno Juventus Stadium vuoto e silenzioso, dove non gli era stato concesso nemmeno l’onore di un addio ufficiale, con lo scorno di dover assistere invece alle fastose celebrazioni per il capitano uscente, Giorgio Chiellini.

Un addio inaspettato, incredibile, quello della Joya ai bianconeri, che forse non avrebbe dovuto esserci, ma che alla fine è arrivato. Perché quello tra un calciatore e una società non è un fidanzamento, ma un rapporto di lavoro, e quando in mezzo ci si mettono i soldi, sorgono anche interessi contrapposti, e corde che rischiano di spezzarsi.

La botta è stata forte, per Paulo, e il seguito non è stato più morbido da affrontare. L’appetibile Dybala, il fuoriclasse da prendere al volo e gratis, non ha trovato i pretendenti che si aspettava. Non c’erano grandi club pronti a strapparsi le vesti per lui, ma al limite a sedersi ad un tavolo, valutare, ipotizzare clausole contrattuali, giocare al ribasso sull’ingaggio.

Ci ha tirato una linea sopra, l’argentino, ha rimodulato la considerazione di sé, o almeno del suo valore attuale come calciatore – classe tanta, ma pure tanta fragilità fisica – e ha accettato la situazione. Serbando nel suo cuore, non vi sono dubbi, il desiderio di dimostrare il prima possibile tutto il suo vero valore sul campo, e ricacciare indietro ai mittenti dubbi, critiche e tutti quei “Dybala se” e “Dybala ma”.

La presentazione di Dybala a Roma e quel selfie alla Totti

In questo scenario, l’ormai famosa telefonata ricevuta da Mourinho e l’interesse concreto della Roma hanno giocato un ruolo semplicemente decisivo. L’amore sognante dimostrato dal popolo giallorosso nella sontuosa presentazione all’EUR è ciò che Dybala meritava, quell’affetto di cui si nutrono i campioni, e che ai campioni fragili come lui non deve mai mancare.

Fragili nel fisico, non nella determinazione, né nell’animo. Un animo nobile, sentimentale, da inguaribile romantico, come ha dimostrato più volte con la maglia della Juventus. Come quella volta in cui si distese sul prato dopo un gol, per omaggiare un grande numero 10 bianconero del passato e la storia stessa della società per cui giocava.

Dalla foto come Platini al selfie come Totti, il passo è stato breve, o forse lunghissimo. Ma il talento rimane quello, e se i suoi muscoli bizzosi non faranno capricci, Paulo si prenderà presto la sua rivincita sul campo.

Marco Sicolo – Bgame News