Egonu lascia Conegliano, giocherà in Turchia

Egonu

La schiacciatrice azzurra si accorda con i campioni d’Europa del VakifBank Istanbul: “Conegliano sarà sempre casa mia”. La scelta di Paola Egonu

È il personaggio simbolo della pallavolo azzurra, l’immagine fresca e vincente di un’Italia giovane e multiculturale. E adesso metterà alla prova il suo talento, già ampiamente certificato, lontano dai campi di casa.

All’indomani della sfortunata finale di Champions League persa contro il VakifBank Istanbul, Paola Egonu lascia l’Imoco Conegliano, per trasferirsi proprio nel club turco.

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Paola Egonu, da Conegliano ad Istanbul

Come di consueto, anche nell’ultimo atto della competizione europea Egonu è stata un’autentica trascinatrice per le sue compagne, ma i suoi bolidi non sono stati sufficienti ad avere la meglio sulle rivali.

La finale di Champions non è stata solo una delusione sportiva, ma è stata una di quelle serate che hanno il sapore della malinconia, magari anche dolce, di un ciclo che si chiude.

Perché a Conegliano c’è aria di cambiamento: senza la Pantera, qualsiasi squadra perderebbe in qualità e carisma, ma anche altre cessioni eccellenti sono all’orizzonte. Un rinnovamento forse inevitabile, dopo cinque scudetti, una Champions e un titolo mondiale, vinti da un club nato appena dieci anni fa dalle ceneri della pallavolo Parma.

Gli anni della crescita, i pregiudizi, le etichette

Non è mai stata un’anima troppo quieta, Paola, e c’era da aspettarsi che prima o poi avrebbe sentito il bisogno di voltare pagina e di affrontare nuove sfide.

Figlia di genitori nigeriani immigrati in Italia e nata vicino Padova, è cresciuta in fretta, tra sguardi diffidenti e parole non sempre gentili, imparando solo con lo sport a gestire la sua rabbia. Che poi rabbia non era, ma voglia di giustizia, di uguaglianza, magari di passare inosservata.

E invece no, osservata lo era eccome. Anche dalle cassiere del supermercato, che la seguivano con attenzione tra gli scaffali solo per un pregiudizio. Ha sofferto, Paola, ma ha imparato anche a capire che al mondo c’è tanta ignoranza e superficialità, e oggi sa prendere le cose con più distacco.

Egonu, la stella del volley italiano

Di pregiudizi ne ha affrontati tanti, come quella volta in cui ha candidamente confessato un sentimento passeggero per una sua compagna. Ma nella vita non c’è bisogno di etichette, ed è proprio questo l’insegnamento che oggi vuole dare agli altri: uomo, donna, amo lei, amo lui, chi lo sa. Oggi sì e domani no, nella vita le cose cambiano. Perché giudicare?

In un’intervista a Eurosport gli hanno chiesto quali fossero i valori che dovrebbero informare una società moderna: “Sensibilità”, ha risposto Paola, “e poi la capacità di accettare chiunque per come è. E non giudicare”.

Forse non basterà per avere un mondo perfetto, ma è un inizio. È il primo passo per cancellare quell’odio che lei ha sempre percepito attorno a sé, non da parte di tutti, s’intende. Quell’odio riguardo a cui non si è mai fatta una ragione.

E che oggi ha imparato a rispedire al mittente, senza metterci la violenza che scarica nelle sue schiacciate, ma disinnescandolo. “Mi odi, mi insulti… è una cosa che ti fa felice?”. Punto, cambio palla.

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Le nuove sfide: VakifBank Istanbul e i Mondiali con l’Italia

Ce n’è voluto di tempo per imparare a gestire le emozioni, a mordersi la lingua, a non rispondere a tono.

Lo ha fatto per le sue compagne, racconta, perché non vorrebbe mai che un suo comportamento sbagliato avesse ripercussioni negative sulla squadra.

E non si perde più in inutili discussioni, non si perde dietro le critiche e gli insulti che le piovono addosso dai social. Quei social per cui, pare, abbiamo detto addio alle fallimentari Olimpiadi di Tokyo, perché distraevano troppo le giocatrici, come ha rivelato un giorno il nostro CT, creavano inutili tensioni.

E i risultati di questa crescita e di queste scelte si vedono anche sul campo, se è vero che poi Egonu e compagne hanno conquistato dopo pochi mesi il titolo europeo con la maglia della Nazionale.

Adesso le mancano quello olimpico e quello mondiale, ma lei, a 23 anni, ha bisogno anche di altre sfide.

A Istanbul troverà un ambiente già sazio di vittorie, ma anche impaziente di vedere all’opera una delle più grandi giocatrici del mondo, perché Paola Egonu questo è.

Chissà quando la rivedremo nel nostro campionato. Basterà, però, aspettare solo fino a settembre per vederla guidare la nostra Nazionale, ai Mondiali di pallavolo femminile, con la sua potenza e il suo irresistibile carattere.

Marco Sicolo – Bgame News