Leclerc tra sfiga e puzza di bruciato

Leclerc

Una Red Bull colossale regala a Verstappen una clamorosa vittoria in rimonta al GP del Belgio, ma alla Ferrari di Leclerc quest’anno è successo davvero di tutto

Quando si sente puzza di bruciato vuol dire che c’è qualcosa di sospetto dietro un risultato troppo clamoroso per essere vero. Ecco, la superiorità della Red Bull nel GP del Belgio è stata così schiacciante, e così improvvisa, che addirittura si potrebbe pensare che ci sia qualcosa sotto. Ma probabilmente la verità è più semplice, più limpida e più triste per i colori Ferrari: in Austria hanno lavorato meglio, quest’anno.

La puzza di bruciato, comunque, Charles Leclerc l’ha sentita davvero, nei primi giri della corsa, ed è legata all’ennesimo episodio sfortunato di una stagione assurda: una visiera usa e getta buttata via da un altro pilota si è andata a incastrare nella ruota della sua Ferrari, portando in escandescenza il sistema frenante: sosta ai box e addio ai già difficili sogni di gloria.

Leclerc, la visiera e la penalizzazione al GP di Belgio

A chiudere il cerchio della sfiga perfetta di quest’anno, c’è la possibilità che la visiera in oggetto sia stata lasciata andare proprio da Max Verstappen, che in quel frangente precedeva il pilota monegasco e che si è disfatto del dispositivo di protezione perché ormai irrimediabilmente sporco, a causa del caotico traffico attraversato dall’olandese nell’avvio del Gran Premio.

Un gesto perfettamente lecito, quello di gettar via la visiera flessibile, che ha pochissime probabilità di arrecare danno ad altri piloti, e che invece fotografa perfettamente la stagione di Leclerc, beffato involontariamente proprio dal suo diretto rivale.

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Anche se, da oggi, parlare di rivalità non ha davvero più alcun senso: troppo ampio il divario in graduatoria e troppo differenti, ormai, le prestazioni in pista, per poter pensare a qualcosa in più di un onorevole finale di stagione da parte di Maranello. Che sarà possibile solo a patto di limitare la sbornia di errori dal muretto, che ormai non si contano più.

Anche in Belgio, infatti, la Ferrari è riuscita a far parlare di sé, e non in maniera lusinghiera: già nelle qualificazioni del sabato, il team aveva montato un treno di gomme sbagliate sulla vettura di Leclerc, scusandosi via radio. A fine Gran Premio, invece, la cervellotica decisione di farlo rientrare ai box, mentre era quinto, per montargli gomme che gli permettessero di fare il giro veloce.

Risultato? Leclerc perde la posizione a favore di Alonso e nemmeno riesce a registrare il giro veloce. Sì, vero, poi riesce a sorpassare lo spagnolo. Ma viene comunque retrocesso d’ufficio al sesto posto per eccesso di velocità nella pit-lane. E perché? Perché il regolatore automatico di velocità non ha funzionato a causa del guasto ai freni causato dalla visiera di cui sopra. Proprio una stagione fortunata.

Red Bull, Verstappen ipoteca il mondiale in rimonta

La Red Bull, dal canto suo, si gode la straordinaria prestazione di Verstappen, con la rimonta più rapida della storia della Formula Uno (partito 14.mo, al dodicesimo giro era già in testa), e ringrazia ironicamente la Mercedes.

Sì, perché l’improvvisa impennata delle prestazioni delle loro macchine è probabilmente dovuta al cambio di regolamento voluto dal team tedesco, che sperava di recuperare terreno con le nuove regole anti-porpoising.

E invece, la Red Bull si è adattata meglio alle novità, non facendo altro che aumentare il vantaggio sulle avversarie e ipotecando il titolo con larghissimo anticipo. No, non c’è alcuna puzza di bruciato: solo un team che si è rivelato migliore degli altri.

Marco Sicolo – Bgame News