Pellissier e Clivense FC, gli asini volano ancora

Pellissier - Bgame News

Lo storico attaccante del Chievo torna in campo per festeggiare la vittoria del campionato di Terza Categoria con la squadra nata dalle ceneri del vecchio club. Pellissier e la F.C. Clivense

Quando si dice che il calcio è passione non si dice una banalità, ma la pura e semplice verità. Altrimenti, non si spiegherebbe perché un (ex) calciatore come Sergio Pellissier si ritrovi a 43 anni a far gol davanti a un pubblico di centinaia di irriducibili fedelissimi, tutti lì a celebrare la rinascita di una squadra, di un’idea, di qualcosa che fa parte di ognuno di loro.

La storia della F.C. Clivense è una storia d’amore, non si può definirla diversamente.

La favola del Chievo in Serie A

La Clivense nasce dalle ceneri del Chievo, e spiegare cosa sia stato il Chievo non è una cosa semplice. Perché è stata una vera e propria fiaba del calcio nostrano.

Già il fatto che, nel 2001, fosse arrivata in Serie A una rappresentativa di un borgo di Verona di appena 4.000 abitanti, era un fatto eccezionale. Se poi questa squadra si ritrova in testa alla classifica dopo due giornate insieme alla Juventus, beh, la cosa si fa ancora più interessante. E se alla terza giornata c’è il più inaspettato degli scontri diretti, allora prendete i popcorn.

Dopo venti minuti, il Chievo era in vantaggio a Torino per due a zero. Nessuno ci capiva più niente. A cosa stavamo assistendo? Una squadra venuta dal nulla, con una banda di mezzi sconosciuti, allenata dal sig. Delneri Luigi, stava sovvertendo ogni calcistica certezza.

Fu proprio allora che si creò quell’imprinting tra il Chievo e i tifosi di tutta Italia, che ancora oggi ci fa guardare con affetto alla storia di questa squadra.

Poi, certo, ci fu la rimonta della Juve, con tanto di rigore dubbio nel finale, giusto per gradire, ma ci fu anche tanto altro. L’ingresso in Coppa Uefa al termine della stagione, e qualche anno dopo addirittura la partecipazione in Champions (“Come se scrive Cèmpions Lig?”, avrebbe recitato un impareggiabile striscione al Bentegodi).

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Pellissier e il Chievo, una lunga storia di gol

Dopo aver fatto sognare tutta Italia per quasi vent’anni, il Chievo Verona, una delle favole più belle della storia della nostra Serie A, è fallito l’estate scorsa, schiacciato dalle inadempienze fiscali.

Di quel Chievo, Pellissier è stata la bandiera.

Oltre 500 presenze e più di 130 gol, di cui 112 tutti in Serie A (mica roba da niente), testimoniano l’importanza che ha avuto l’attaccante valdostano per questo club, nelle sue diciassette stagioni consecutive di militanza, fino al giorno del ritiro, a 40 anni suonati.

Poi, per i gialloblù, è stato buio pesto. La retrocessione in serie B, i debiti fiscali, la cancellazione.

Dal Chievo alla F.C Clivense: Sergio Pellissier passa dal campo alla scrivania

Ce l’ha messa tutta, Sergione, per raccogliere i cocci e provare in extremis a trovare una cordata di imprenditori che permettesse l’iscrizione almeno alla Serie D, l’estate scorsa.

Nulla, non c’erano adeguate garanzie, a detta della Federazione. Ma una possibilità c’era, una soluzione per mantenere accesa la fiammella della speranza, della passione, del calcio. E Pellissier l’ha colta senza pensarci due volte.

Ha fondato dal nulla una nuova società, ha messo su a tempo di record una squadra a suon di provini e grazie ad amici e conoscenze, et voilà: è nata l’F.C. Clivense, iscritta niente di meno che al campionato di Terza Categoria, cioè il gradino più basso della piramide calcistica nazionale.

Ma non è da queste parti che ci si fa problemi: in terza categoria ci sono già stati, e sono stati i primi in Italia a completare l’intera scalata fino alla Serie A.

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Figurarsi, i tifosi del Chievo non ci credevano neanche, di essere nella massima serie, ai bei tempi. “Avremo il derby in Serie A, quando i mussi volerà”, dicevano, mescolando un po’ l’italiano e il vernacolo locale.

I mussi sono gli asini, nel dialetto veronese, ed eccome se volavano, quando Pellissier gonfiava la rete negli stadi più prestigiosi del nostro campionato. Una volta ha fatto tre gol tutti insieme a Gigi Buffon, portando i veronesi a pareggiare, una volta tanto, sul campo della Juve.

C’è da giurarci che per lui, quei gol hanno lo stesso sapore dei due segnati al Pozzo, squadra dell’hinterland veronese, avversario della partita con cui la Clivense ha celebrato la promozione in Seconda Categoria, lo scorso 13 aprile.

Pellissier in gol a 43 anni per festeggiare la promozione della Clivense

Gli è riuscito bene, questo primo capitolo. E per questo il vecchio attaccante ha deciso, per una giornata, di smettere i panni del presidente e rimettere gli scarpini ai piedi.

Ha pure segnato, Sergio. Un gol su rigore, uno su azione, prima di farsi sostituire dal suo amico coach Allegretti, al minuto 31 della ripresa. 31, come il suo numero di maglia, indossato una vita in gialloblù.

Un’ovazione, intima eppure calorosissima, un ringraziamento da parte del pubblico veronese per aver tenuto vivo un sogno, per aver regalato alla città – anzi, al quartiere – una squadra ancora da tifare.

Il futuro, ora, è tutto da scrivere. Potrebbe essere il campionato di seconda categoria per la Clivense, oppure la Serie D per il Chievo, se quest’anno si riusciranno a trovare i fondi necessari per rilevare il titolo sportivo dalla Federazione e ripartire qualche gradino più su. Quel che certo è che la storia continua.

Il Chievo, in fondo, è una favola che appartiene a tutti. Per questo, Pellissier e la sua Clivense meritano il tifo e l’appoggio di tutto il mondo calcistico. Forza vecchio Céo, i mussi volano ancora.

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Marco Sicolo – Bgame News