Se s’incazza anche Leclerc

Leclerc

La disastrosa gara di Montecarlo ci ha fatto conoscere più a fondo la personalità del pilota di punta della Ferrari: che sa alzare la voce, anche all’interno del team. Il GP di Monaco di Charles Leclerc

Ha la faccia da bravo ragazzo, Charles Leclerc, ma i lineamenti puliti e le sopracciglia distese non gli hanno impedito di buttar giù parole dure come sassi, al termine del disastroso Gran Premio di Montecarlo andato in scena domenica.

L’ennesima delusione di una stagione che continua a promettere senza mantenere, è anche la seconda, cocente delusione di fila nella gara di casa per il monegasco, che già l’anno scorso era rimasto incredulo ai box, quando le altre macchine prendevano il via e lui, pure quella volta in pole position, si era dovuto arrendere ancor prima di cominciare, per un problema al semiasse della sua Ferrari.

Chissà con che spirito si era preparato alla riscossa, quest’anno, sulla vettura più veloce, con un carico di entusiasmo che non lo aveva abbandonato neanche dopo le ultime, sfortunate vicende di Imola, Miami e Barcellona.

Ma niente, anche stavolta era scritto che dovesse andare così. Pioveva, prima della partenza, e la pioggia non è mai una buona notizia per chi parte in pole a Montecarlo.

Se c’è il sole, e parti davanti, e hai la macchina migliore di tutte, devi solo fare il tuo, sul circuito dove è più difficile, quasi impossibile sorpassare. Se invece piove, c’è già una speranza in più per chi sta dietro.

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GP Montecarlo, il pasticcio ai box della Ferrari

Non è certo la prima volta che il maltempo spariglia le carte in una gara di Formula Uno, e in passato si è visto come possano bastare anche due gocce per mandare in confusione un team o semplicemente per spostare la sfida dalla pista alla pit-lane e premiare la squadra che interpreta meglio il momento in cui cambiare gomme.

Ma quello della Ferrari a Monaco è stato, purtroppo, uno degli episodi più eclatanti, con due ordini di scuderia sbagliati a Leclerc nel giro di pochi giri e l’assurdità di due piloti in fila dentro il box.

Non è certo una bella immagine per la Ferrari, il fatto che si senta la voce del responsabile, via radio, dire al proprio pilota di punta: “Rientra, rientra… no, no, rimani in pista!”, tutto il contrario di un team che dovrebbe trasmettere sicurezza, precisione e controllo.

Il monegasco non le ha mandate a dire a fine gara, e per la verità, neanche a gara in corso, quando ha sostanzialmente mandato a quel paese via radio e in mondovisione i suoi meccanici per il clamoroso pasticcio ai box.

Con le decise dichiarazioni rilasciate a fine gara, però, abbiamo potuto scoprire in tutta chiarezza di avere in Leclerc un vero leader per la squadra, non solo veloce in pista, ma anche capace di richiamare tutti all’ordine quando è necessario. Qualcosa che non abbiamo visto spesso, in questi lunghi anni in cui il Cavallino ha mancato l’appuntamento con il Mondiale.

Un conto è avere personalità, un altro è mettersi a muso duro contro il proprio staff ed esigere che venga fatto un buon lavoro fuori dalla pista, mentre si fa il proprio buon lavoro dentro la pista.

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Leclerc e le critiche al team Ferrari

Gli giravano le scatole, a fine gara, e come dargli torto. Pur con quella faccia da bravo ragazzo, Leclerc ne ha avute per tutti. Con calma, autocontrollo, senza alzare i toni. Ma eccome se si è fatto sentire, con la squadra e, quasi impercettibilmente, anche con il suo compagno di squadra Carlos Sainz, quello con quell’espressione sempre un po’ così, svagata, da uno che non ci crede fino in fondo.

Amo questa squadra, ma non possiamo permetterci di commettere questi errori, quando siamo in testa e abbiamo sei secondi di margine sugli avversari”. Amo questa squadra, un incipit da mettere i brividi, la quiete prima della tempesta. Come quando la mamma ti chiama per nome e cognome prima di metterti in castigo, per non dire come quando Jack Nicholson parla alla moglie attraverso quella porta in Shining.

No, certo, non avrebbe voluto esagerare come in quel film, Carletto, con i suoi meccanici. Ma se ai microfoni di Sky ha parlato in quei termini, è facile immaginare che a serrande chiuse siano volate ben altre parole, e che la sua voce avesse un altro tono.

Amo questa squadra è un ultimatum, perché le occasioni perse dalla Ferrari in questo Mondiale cominciano a diventare davvero troppe, e la classifica langue, quando avrebbe potuto recitare numeri da record.

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Mondiale Formula Uno, Red Bull sempre in vantaggio

E intanto chi ci gode è la Red Bull, che infila la quarta vittoria di fila – a dispetto delle tre pole position di fila di Leclerc – e porta pure la sua seconda guida Perez a ridosso del monegasco in classifica piloti.

Siamo tornati a parlare di Mondiale dopo qualche anno scandalosamente anonimo, in casa Ferrari, e questo è già molto. E a giudicare dalle prestazioni, verrebbe ancora da indicare la Rossa come leggermente favorita, nonostante tutto.

Ma a Maranello serve una bella sveglia, e Leclerc ha già cominciato a suonargliela.

Marco Sicolo – Bgame News