Tenacia e follia di Sofia Goggia

Sofia Goggia

La sciatrice bergamasca non si ferma davanti a nulla. Dopo l’ultimo infortunio, non si è abbattuta e ha subito fissato l’obiettivo: vedremo Sofia Goggia alle Olimpiadi di Pechino?

Quando Roberto Baggio si infortunò gravemente a pochi mesi dal Mondiale del 2002, dichiarò sin da subito di voler fare di tutto per recuperare in tempo. Gli diedero del matto: si diceva che fosse un’impresa impossibile, che i rischi sarebbero stati troppi.

Lui non sentiva ragioni, e appena due mesi e mezzo dopo (per un problema fisico che in genere comporta uno stop di sei mesi) era già di nuovo in campo, a far gol con la maglia del suo Brescia, pronto per un’eventuale chiamata in nazionale.

La stessa lucida follia guida oggi Sofia Goggia, un’altra che di infortuni ne sa qualcosa. Lungo l’arco della sua carriera, le sue ginocchia, tendini, ossa e muscoli ne hanno viste di tutti i colori, ma lei è sempre tornata più forte di prima.

Una piccola Terminator, come l’ha definita in questi giorni la sua rivale Ester Ledecka, riferendosi alla tenacia che caratterizza Sofia quando si tratta di venir fuori da un infortunio.

Infortunio e Olimpiadi di Pechino 2022

Campionessa olimpica in carica in discesa libera, Sofia Goggia si era presa un bello spavento già a metà gennaio, ruzzolando a tutta velocità tra le reti di protezione della pista austriaca di Zauchensee.

Sofia Goggia olimpiadi
Sofia Goggia con la medaglia d’oro delle Olimpiadi 2018

Come se niente fosse, sette giorni più tardi l’abbiamo ritrovata sul gradino più alto del podio nella discesa di Cortina, per la gioia del pubblico di casa.

Il destino, però, le ha giocato un brutto scherzo solo 24 ore dopo. Sempre a Cortina, stavolta in Super Gigante, Sofia va fuori un’altra volta, ma stavolta si fa male sul serio.

Distorsione, lesione del legamento, frattura. Con le Olimpiadi di Pechino alle porte, uno si aspetterebbe di vederla rassegnata, forse anche disperata, lei che ha già dovuto rinunciare ai Mondiali in Italia dello scorso anno, sempre per una brutta caduta.

E invece no. A rinunciare anche ai Giochi olimpici Sofia non ci pensa neanche un secondo. A pochi giorni dall’inaugurazione, non c’è nemmeno il tempo per abbattersi. Lei mette subito in chiaro ai medici che a Pechino vuole esserci.

Si può fare, dicono loro, ma non sarà facile. Devi sentirtela tu, le dicono. Figurarsi.

La sua reazione è tutta in un tweet: “Se questo è il piano che Dio ha riservato per me, altro non posso fare che spalancare le braccia, accoglierlo e accettarlo. E andare avanti”. Capito il personaggio? In cielo si decida pure ciò che si vuole, lei comunque si rimbocca le maniche e riparte, senza perdere neanche un secondo.

Sofia Goggia e la discesa libera delle Olimpiadi di Pechino

A raccontarla così, tra cadute e infortuni, la sua sembrerebbe la carriera di un’atleta incompiuta, una di quelle storie che ti fanno pensare “chissà cosa sarebbe successo senza tanti incidenti”.

E invece, no, sia chiaro. Sofia Goggia è una campionessa fatta e realizzata, che i suoi trionfi li ha già messi insieme uno sull’altro, nel corso degli anni, incurante di gessi, imbracature e letti d’ospedale.

Medaglia d’oro ai Giochi di Pyeongchang nel 2018 davanti a una leggenda come Lindsey Vonn, nello stesso anno la Goggia conquistava la Coppa del Mondo di specialità in discesa libera, ripetendo poi l’impresa nel 2021 e occupando la prima posizione anche nella stagione tuttora in corso.

Sofia Goggia Coppa del Mondo
Sofia Goggia con la Coppa del mondo di discesa libera

Le sei vittorie ottenute quest’anno in Coppa, tra discesa e Super Gigante, le valgono anche la momentanea terza posizione in classifica generale.

In più, con 17 vittorie in carriera in Coppa del Mondo è la seconda azzurra più vincente di sempre, dietro la rivale – ma non amica – Federica Brignone e davanti a un mito assoluto dello sci italiano come Deborah Compagnoni.

Insomma, di soddisfazioni se ne è già prese tante, ma non le basta. Consapevole della sua supremazia nelle discipline veloci, Sofia vuole giustamente prendersi ciò che le spetta.

Non sappiamo ancora se a Pechino ci sarà, di sicuro non sarà più la portabandiera alla cerimonia inaugurale del 4 febbraio, come avrebbe meritato.

Il programma di recupero, infatti, consiglia di rimanere qualche giorno in più in Italia, per allenarsi sulle piste di casa e farsi trovare pronta al cancelletto di partenza il 15 febbraio, giorno in cui si disputa la gara olimpica di discesa libera.

Conoscendola, prepariamoci a fare il tifo per lei.

Marco Sicolo