Tonali ha ammesso di aver scommesso sul Milan. La sua posizione si è aggravata e rischia un anno di squalifica

Sandro Tonali nel corso delle sue deposizioni avrebbe raccontato non solo di aver scommesso anche sul calcio ma anche sulla propria squadra, il Milan. Ora rischia un anno di squalifica. 

Si aggrava la posizione di Sandro Tonali nelle indagini sul caso scommesse. Il centrocampista del Newcastle ed ex Milan, che nel pomeriggio di ieri in una deposizione durata due ore e mezza ha raccontato la propria verità sul giro di scommesse su piattaforme online illegali. Il giocatore ha ammesso non solo di aver scommesso anche sul calcio, ma che avrebbe puntato addirittura sul risultato della propria squadra, il Milan. Ammissioni che, inevitabilmente complicherebbero notevolmente la strada verso un ritorno in tempi brevi del calciatore azzurro che si troverebbe a dover scontare una squalifica più dura rispetto a quella ottenuta ieri da Nicolò Fagioli con il patteggiamento con la giustizia sportiva. Scommettere sulla propria squadra è rischioso perché si potrebbe configurare il reato di illecito sportivo. L’articolo del Codice che lo regola, il numero 30, è chiaro e parla di “compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione”. Da quanto emerge però il giocatore oggi al Newcastle avrebbe infatti giocato sul Milan vincente o comunque su altri risultati con lui assente. Insomma, le sue puntate non avrebbero in alcun modo inciso sulla sua prestazione in campo, quindi niente illecito sportivo. Al momento la violazione contestata a Tonali resta quello che punisce i giocatori che scommettono sul calcio (pena minima tre anni), ma è evidente che l’aver puntato sul Milan costituisca un’aggravante. Il centrocampista vorrebbe seguire il percorso fatto da Fagioli, con un patteggiamento in tempi brevi, ma ci sono grosse differenze col caso di Fagioli. La prima è che se venissero confermate le puntate sui rossoneri, la sanzione iniziale della Procura sarebbe necessariamente superiore ai tre anni. Ma visto che il ragazzo si è mostrato collaborativo, potrebbe godere di alcune attenuanti come Nicolò.  Fondamentale è che la versione fornita a Chinè coincida con quanto emergerà dagli atti della Procura di Torino che gli ha sequestrato telefono e tablet giovedì a Coverciano. Se qualcosa non dovesse combaciare le cose cambierebbero e la sanzione potrebbe aumentare anche di molto. Ciò che interessa ora è ricostruire attraverso la rete di contatti del giocatore il sistema illegale creato dai gestori delle piattaforme, alle quali si accede tramite un invito, e arrivare quindi ai nomi degli organizzatori. Alcuni di questi siti sono già stati individuati ed è stata avviata la procedura di oscuramento in Italia, ma sicuramente ce ne saranno altri. I pm stanno cercando di capire se ci sono connessioni tra il giocatore e chi organizza o se è semplicemente uno scommettitore. 

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