Vingegaard, dalla fabbrica di surgelati alla maglia gialla

Vingegaard

Il danese strappa la maglia gialla a Pogacar con un’azione magnifica. Soltanto cinque anni fa confezionava pesce. Chi è Jonas Vingegaard, nuovo leader del Tour de France

Il Tour de France ha vissuto una delle sue giornate che fanno storia, grazie al talento del danese Jonas Vingegaard e all’incredibile lavoro della sua squadra, che ha messo duramente alla prova lo sloveno Tadej Pogacar, che pareva invincibile, fino a farlo crollare sul Col du Granon e a fargli cedere la maglia gialla.

Ha perso la maglia, Pogacar, ma non il sorriso, come testimonia la serenità con cui è andato a stringere la mano al nuovo leader della corsa subito dopo il traguardo, in un gesto di cristallina sportività.

Vingegaard, gli allenamenti dopo il lavoro alla fabbrica del pesce

Adesso, quindi, la maglia gialla è di Vingegaard, il ragazzo cresciuto tra i sentieri di erba e sabbia dello Jutland, allenandosi in mezzo alla natura selvaggia, dopo aver lavorato duro nella prima metà della giornata.

Tagliava tranci di pesce e li ricopriva di palate di ghiaccio, Jonas, soltanto cinque anni fa, nel mercato del suo paesino sulla costa occidentale della Danimarca, e intanto metteva chilometri e chilometri nelle gambe del suo fisico filiforme; sessanta chili di energia pronta ad esplodere in salita, leggero e potente, il ritratto dello scalatore perfetto.

“Lavorare così tanto mi aiutava a dare il meglio anche in bici”, questo il suo segreto.

È così che è riuscito nell’impresa impossibile, quella di lasciare lì piantato Pogacar, il vincitore degli ultimi due Tour, e partire verso la cima a quattro chilometri dal traguardo, un traguardo su cui lo sloveno sarebbe transitato soltanto tre minuti dopo, un’eternità.

Il ciclismo come sport di squadra: così Vingegaard ha conquistato la maglia gialla

Solo la settimana scorsa, Pogacar aveva dato continue dimostrazioni di forza nelle prime tappe del tour, di cui una direttamente ai danni del danese, raggiunto e superato proprio all’arrivo di Super Planche des Belles Filles, quasi a voler frustrare le ambizioni del rivale.

Le cose sono cambiate nel giro di pochi giorni, e un ruolo fondamentale lo hanno giocato le squadre, a riprova dell’importanza dei cosiddetti gregari, in uno sport dove l’unione aumenta la forza del singolo fuoriclasse.

Embed from Getty Images

Mentre il team di Pogacar perde pezzi giorno dopo giorno, a causa dei contagi da Covid, quello di Vingegaard, già più forte sulla carta, ha messo in scena un autentico capolavoro, nella tappa che ha regalato la maglia gialla al danese.

Come un branco che va a caccia della preda, i suoi compagni di squadra hanno costantemente attaccato, minacciato e sfiancato Pogacar, facendogli perdere importanti energie sulle prime salite, fino a farlo ritrovare svuotato al momento dell’attacco decisivo.

Il Tour, però, è tutt’altro che finito, anzi: la prima tappa in cui Vingegaard dovrà difendere la sua maglia gialla prevede tre salite terribili, con l’arrivo sull’Alpe d’Huez, montagna mitica del Tour. E poi ci saranno i Pirenei nell’ultima settimana di corsa.

Arrivare in cima alla classifica è difficile, ma riuscire a rimanerci è la vera sfida.

Marco Sicolo – Bgame News