Zaytsev, il ritorno del Re

Zaytsev, il ritorno del Re - Bgame News

L’azzurro trascina Civitanova allo scudetto, tornando al top proprio nella gara decisiva. Il suo talento, il no alla guerra e il futuro in Nazionale: Ivan Zaytsev

Non è un giocatore qualsiasi, Ivan Zaytsev, e non è un uomo qualsiasi, perché non ha paura di schierarsi e di prendere posizione.

Dopo essere stato al centro dell’attenzione per le sue coraggiose dichiarazioni contro la guerra voluta dal suo Paese, lo Zar – o forse, di questi tempi, suona meglio il Re – è tornato a far parlare di sé per quello che combina in campo, dopo un lungo periodo di appannamento.

Zaytsev e lo scudetto con la Lube Civitanova

È tornato a martellare nel momento giusto, Zaytsev, caricandosi sulle spalle Civitanova nella partita decisiva dei playoff di volley e regalando alla Lube il settimo scudetto della sua storia.

In gara 4, i marchigiani hanno completato l’opera, conquistando il punto del 3-1 nelle finali contro la Sir Safety Perugia, dopo essere stati ad un passo dall’eliminazione in semifinale contro Trento.

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È proprio allora che è scattata la scintilla, come racconta lo stesso Ivan: “Eravamo sotto 2-0 nella serie, senza aver conquistato nemmeno un set. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che volevamo portare a casa questo scudetto”.

In pochi ci avrebbero scommesso, eppure da allora la Lube è stata un rullo: prima rimontando l’Itas Trentino (che tra pochi giorni si giocherà la finale di Champions League) e poi superando in finale Perugia, che aveva concluso in testa la regular season.

Si è trattata della quarta finale di fila disputata tra le due squadre, la terza consecutiva a concludersi a favore di Civitanova.

Tutti gli incroci tra Civitanova e Perugia nel volley

Il ruolo di Zaytsev nella storia delle sfide tra Civitanova e Perugia è una storia nella storia.

Già nel 2014 guidò da capitano la Lube alla vittoria dello scudetto (il terzo, all’epoca), siglando il matchpoint decisivo contro Perugia, che in quell’occasione disputò la sua prima finale della storia.

Quattro anni dopo, passato proprio agli umbri dopo un breve ritorno in Russia e una fugace apparizione in Qatar, trascina Perugia alla conquista del suo primo e finora unico scudetto, proprio ai danni della Lube.

E oggi chiude il cerchio, dando ragione alla società marchigiana che lo ha fortemente voluto di nuovo alla propria corte quest’estate.

L’operazione al ginocchio, il ritorno e il trionfo

Una stagione partita male, quella di Zaytsev, con l’operazione al ginocchio che gli ha impedito di far parte della spedizione azzurra agli Europei, poi conclusasi in modo trionfale per l’Italia.

Poi, per lui, un ritorno sul campo molto graduale, in cui è riuscito comunque a dare il suo contributo per la conquista del secondo posto in regular season, disputando poi dei playoff con più ombre che luci.

Fino a quando non ha deciso di riaccenderla lui, la luce, proprio nel momento più importante, chiudendo come miglior realizzatore in gara 4, davanti al proprio pubblico: “È stato fantastico vedere la gente fare la fila dai parcheggi per sostenerci, questo titolo è tutto per loro”.

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Zaytsev, la sua Russia e la solidarietà con l’Ucraina

Resterà a Civitanova anche l’anno prossimo, Ivan, per giocare con lo scudetto sul petto, e ha una gran voglia di tornare in Nazionale: “Per conquistare una medaglia ai Mondiali, l’unica che mi manca”.

Già, i Mondiali di pallavolo di fine agosto, che si sarebbero dovuti disputare in Russia, nella “sua” Russia, e che invece saranno organizzati, in tutta fretta, tra Polonia e Slovenia, per ovvi motivi di sicurezza.

“Faccio fatica a parlare di Russia e di guerra, ma ho già espresso la mia opinione”. Eccome se l’ha espressa.

Uno come Zaytsev non gira la testa dall’altra parte, anzi. “Questa guerra non è del mio popolo, è di una sola persona al comando, è una questione politica e ideologica”, aveva detto a inizio marzo, non sottraendosi al proprio ruolo di personaggio pubblico e attirandosi persino le ire del papà, anche lui ex pallavolista in Italia e oggi residente nel proprio Paese di origine.

“Noi sportivi non possiamo voltarci da una parte e far finta che tutto questo non sia da condannare. Quello che stanno vivendo i nostri fratelli in Ucraina è terrificante e ingiustificato. Non è questa la Russia che conosco. Sono con chi ha il coraggio di protestare, con tutto il popolo ucraino che sta scappando e con coloro che stanno resistendo per la propria libertà”, aveva aggiunto.

Marco Sicolo – Bgame News